RICERCA SCIENTIFICA

Un’attività di ricerca su diversi campi per accrescere la capacità insetticida dei prodotti da utilizzare contro gli insetti nocivi e conoscere le abitudini degli insetti.

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Tarme

Tarme

La più sgradita ospite delle nostre serate estive.

Del felino che le dà il nome condivide solo le strisce che, però, è bene sottolinearlo, nel caso di questa zanzara sono bianco-nere non giallo – nere, e la provenienza asiatica. È infatti arrivata in Italia dall’estremo Oriente, a ‘bordo’ di copertoni usati…

  • Descrizione

    Tinea pellionella L. e Tineola bisselliella (Hummel) Con il termine generico di tarme si indica un gruppo di esili farfalle (fam. Tineidae), provviste di ali frangiate di colore giallo/grigio e caratterizzate, durante gli stadi larvali, dalla capacità di nutrirsi di svariati substrati come pellicce, lana, seta, fibre di origine vegetale, alimenti secchi come pasta, cereali, semi e frutta secca. Questi insetti, originariamente diffusi nei nidi di uccelli e tane di piccoli mammiferi, hanno sviluppato con il passare del tempo la tendenza a trasferirsi nelle abitazioni e nei depositi, dove vivono a spese di sostanze secche, sia di origine vegetale sia animale. A parte i danni inflitti ai tessuti e agli alimenti, non sono insetti parassiti dell’uomo, non producono sostanze tossiche e non diffondono o trasmettono malattie. Le specie che più frequentemente si possono ritrovare nelle abitazioni sono Tinea pellionella L., nota come tarma dei panni, della lana, delle pellicce e Tineola bisselliella (Hummel), comunemente chiamata tarma dei panni. Le larve delle due specie non sono distinguibili ad occhio nudo; sono infatti entrambe di colore giallastro e caratterizzate da un capo e protorace neri, facilmente riconoscibili dal resto del corpo. Si differenziano perché la larva della prima specie (T. pellionella) tende a costruirsi, nel corso del suo sviluppo, un astuccio tubolare di seta frammista a fili di lana e peli, avente una funzione protettiva, che l’insetto si trascina nel corso della propria vita larvale fino all’incrisalidamento che avviene al suo interno, mentre T. bisselliella costruisce dei semplici e delicati astucci formati da fili sericei.
  • Ciclo biologico

    Cicli biologici di Tinea pellionella e di Tineola bisselliella I cicli biologici di Tinea pellionella e di Tineola bisselliella sono simili. Dopo essersi accoppiate, le femmine di entrambe le specie depongono le uova direttamente sui substrati che costituiranno l’alimento per le larve. Tinea pellionella L.: tarma dei panni, della lana e delle pellicce Le larve di questa specie si sviluppano principalmente su lane, stoffe e pelli, raramente si nutrono di derrate. Una femmina fecondata può arrivare a deporre, singolarmente o raccolte in gruppi, fino a 50 uova. Compie normalmente 1-2 generazioni all’anno, che possono salire a 3-4 in ambienti riscaldati, con un elevato tasso di umidità e disponibilità alimentare. Tineola bisselliella (Hummel): tarma dei panni Gli adulti compaiono generalmente in maggio-giugno e le femmine, una volta fecondate, depongono mediamente un centinaio di uova. Le larve di questa specie, il cui sviluppo è favorito da temperature intorno ai 25-28 °C e da un elevato tasso di umidità, possono nutrirsi dei substrati più svariati (es. piume, lana, pellicce, insetti, ma anche pane secco, semi, farine e salumi in stagionatura). Il ciclo si completa in circa 2 mesi e l’autunno coincide con la comparsa dei nuovi insetti adulti.
  • Prevenzione e lotta

    Consigli per la protezione Il monitoraggio degli insetti adulti può essere realizzato con specifiche trappole a feromone. Come misura preventiva risulta efficace pulire frequentemente gli ambienti in cui soggiornano le derrate e gli indumenti, avendo cura di riporre entrambi in ambienti freschi e possibilmente asciutti. Gli alimenti possono essere conservati in contenitori di vetro a chiusura ermetica, mentre gli indumenti possono essere protetti con prodotti specifici a base di transflutrina, riposti in sacchetti di plastica chiusi.

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