RICERCA SCIENTIFICA

Un’attività di ricerca su diversi campi per accrescere la capacità insetticida dei prodotti da utilizzare contro gli insetti nocivi e conoscere le abitudini degli insetti.

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Scarafagi

Scarafaggi

La più sgradita ospite delle nostre serate estive.

Del felino che le dà il nome condivide solo le strisce che, però, è bene sottolinearlo, nel caso di questa zanzara sono bianco-nere non giallo – nere, e la provenienza asiatica. È infatti arrivata in Italia dall’estremo Oriente, a ‘bordo’ di copertoni usati…

  • Descrizione

    Diverse specie presenti ma la più invadente nelle abitazioni è la Blattella germanica. Gli scarafaggi più comuni (Blatta orientalis e Blattella germanica) sono riconoscibili per il corpo appiattito, lungo alcuni cm, di colore castano o nerastro e per la loro elevata mobilità. Prediligono luoghi umidi e bui quali scantinati, autorimesse, cucine. Si possono scovare nei contenitori di rifiuti e in prossimità dei lavandini e in vari punti su cui possono nascondersi alla luce. Gli scarafaggi sono in grado di sfruttare qualsiasi derrata alimentare, che possono contaminare con germi patogeni per l’uomo. Nessuna regione italiana è immune da questi insetti campioni dell’adattamento, né si può ritenere facile interrompere la convivenza, una volta imbattutisi nella loro presenza. Blatta orientalis Descrizione: Femmina: nerastra, priva di ali; maschio: bruno, alato Lunghezza: 2 – 2,5 cm Dove vive: frequenta vecchi edifici, fognature e zone igienicamente trascurate. Cosa mangia: onnivora. Blattella germanica Descrizione: colore giallastro. Entrambi i sessi hanno le ali Lunghezza: 1 – 1,5 cm Dove vive: frequenta le abitazioni e ambienti con elevata temperatura e umidità. Cosa mangia: onnivora.
  • Prevenzione

    Pulizia accurata di tutte le parti degli edifici e monitoraggio della presenza È molto difficile evitare il contatto con questi insetti che hanno colonizzato con successo le aree urbane, diffusi nell’intero pianeta, in termini evolutivi, da più di trecento milioni di anni. La pulizia è senz’altro un buon inizio di prevenzione, ma può non bastare, soprattutto per i luoghi che sono di per sé umidi e bui, e ideali quindi per la proliferazione degli scarafaggi. Può essere utile individuare ed eliminare le ooteche, lunghe meno di un centimetro, ma contenenti dalle 15 alle 40 uova, a seconda della specie, che le femmine depositano negli ambienti infestati. Esistono in commercio molti prodotti chimici che possono eliminare gli scarafaggi, dalle polveri agli spray. I migliori sono quelli che hanno effetto snidante e azione residuale. Nei luoghi ove si conservano gli alimenti oppure molto frequentati da persone, sono preferibili esche attrattive contenenti insetticida oppure collocate in trappole.
  • Lotta

    Le infestazioni di blatte negli ambienti domestici comportano gravi rischi di natura igienico-sanitaria. Questi fastidiosi insetti, noti anche come scarafaggi, che prediligono ambienti umidi, come ad esempio fognature o scantinati, dove spesso si riscontra la presenza di Blatta orientalis, possono essere vettori di una grande varietà di batteri patogeni e altri parassiti. Ciò è dovuto al fatto che essendo pressoché onnivori possono venire facilmente a contatto con rifiuti di vario genere, escrementi o altre sostanze potenzialmente infette che quindi trasportano nelle nostre abitazioni, dove penetrano in cerca di cibo e rifugi. Inoltre, possono essere causa di disturbi allergici e asma. L’aumento delle preoccupazioni per la salute umana legate all’impiego di insetticidi negli ambienti domestici o civili/pubblici, ha stimolato l’uso di strategie di gestione delle infestazioni che possono essere integrate fra loro per ridurre il carico di prodotti chimici e i rischi di insorgenza di fenomeni di resistenza negli insetti bersaglio dei trattamenti: queste strategie sono conosciute come IPM (integrated pest management). Una corretta e moderna strategia di lotta alle blatte deve comprendere tre distinte fasi: la prevenzione, la lotta diretta e il monitoraggio, volto a mantenere la situazione sotto controllo. L’uso delle esche La lotta diretta alle blatte in ambiente domestico ha subito alcuni cambiamenti negli ultimi anni passando da un uso predominante di insetticidi spray o liquidi all’uso di esche; ciò è accaduto per l’aumento di consapevolezza del minor rischio per la salute tramite l’uso di esche, le quali vengono applicate in modo localizzato e agiscono per ingestione solo sull’insetto bersaglio del trattamento, risultando più sicure dei trattamenti convenzionali. Per le loro caratteristiche fisiche e per il fatto che non vi è dispersione di principi attivi insetticidi nell’ambiente, le esche possono essere impiegate in ambienti domestici abitati, nonché in locali dove si manipola cibo quali cucine, mense, ristoranti, ospedali o industrie alimentari; inoltre, si può intervenire anche su apparecchiature elettroniche, scatole di derivazione elettrica ecc., punti nei quali spesso si annidano le blatte ma dove risulta impensabile effettuare trattamenti con prodotti liquidi o spray. Le esche disponibili Sono disponibili in commercio diverse tipologie di esche: si tratta di prodotti con azione attrattiva (dovuta a ingredienti di tipo alimentare o feromonico) generalmente posti all’interno di astucci di plastica o cartone, che permettono allo scarafaggio di entrarvi, nutrirsi ed uscirne ma che evitano l’eventuale contatto dell’esca con persone o animali domestici (es. “Vape scarafaggi stop”). L’esca contiene al suo interno un principio attivo insetticida ad azione non fortemente abbattente: l’insetto cioè non muore appena ha consumato il prodotto ma soltanto alcune ore più tardi, dopo essere tornato nel proprio rifugio. Poiché un tipico comportamento degli scarafaggi è quello di nutrirsi dei cadaveri e degli escrementi di altri individui della propria specie, anche le blatte che non sono venute a diretto contatto con l’esca in questo modo la assumono e muoiono creando un effetto “a cascata” che prolunga l’attività dell’insetticida. L’efficacia di un’esca è determinata dalle prestazioni complessive di tutti i suoi componenti, vale a dire che oltre all’azione attrattiva di ingredienti alimentari, feromoni o altre sostanze volatili che pur giocano un ruolo fondamentale nel successo dell’esca, altrettanto importanti risultano essere le sue caratteristiche chimico-fisiche (come la consistenza, la durata nel tempo e la facilità d’impiego) e la scelta del principio attivo insetticida. Le formulazioni in gel Tra le varie tipologie di esche, è in aumento l’impiego di formulazioni gel. Come per le convenzionali esche insetticide l’utilizzo di formulati gel prevede, a differenza delle altre forme di lotta, che siano le blatte a trovare attivamente e consumare il prodotto. Ciò è sostanzialmente molto differente rispetto a quanto avviene con prodotti spray e liquidi, dove l’insetto semplicemente percorre o sosta nelle zone trattate con l’insetticida. Pertanto, sebbene l’efficacia del principio attivo e la sua eventuale repellenza siano fattori molto importanti che influiscono sulla performance di un’esca o di un formulato gel, il potere attrattivo delle sostanze presenti nella base del formulato ha un’importanza ancora maggiore. L’utilizzo di prodotti formulati in gel consente di diminuire le quantità di principio attivo insetticida applicato nell’ambiente, evitando anche gli effetti secondari di repellenza caratteristici di alcuni insetticidi o la presenza nell’ambiente trattato di odori sgradevoli e persistenti causati dall’impiego di formulati in emulsione concentrata (e pertanto ricchi di solventi). Si tratta per lo più di insetticidi inodori che vengono incorporati in una base di gel alimentare, spesso resa particolarmente appetibile con l’aggiunta di altri attrattivi. I formulati gel vengono applicati in forma di gocce mediante una pistola dosatrice di precisione: la cartuccia contenente il prodotto viene innestata e il gel viene dispensato con l’ausilio di numerosi accessori (puntali in plastica o acciaio inox, prolunghe, illuminatore) che permettono di raggiungere facilmente anche punti nascosti e di deporre il gel stesso in fessure o crepe sottili. Il trattamento può essere effettuato con sicurezza anche in presenza di persone e animali domestici. La ricerca si sta spingendo in questo campo verso lo studio di prodotti attrattivi per le blatte, da incorporare nell’esca, affinché essa risulti maggiormente efficace. Attraverso studi specifici si stanno infatti identificando alcune sostanze alimentari e feromoniche in grado di determinare una forte attrazione nei confronti di determinate specie di scarafaggi, solitamente difficili da eliminare, come Blattella germanica e Supella longipalpa.
  • Rischi per la salute

    Trasmissione di germi patogeni agli alimenti. I loro rifiuti e il fluido che secernono durante la masticazione possono contaminare alimenti, confezioni e stoviglie. Con zampe ed antenne, inoltre, raccolgono e trasportano germi e sporcizia. Questi danni indiretti sono sicuramente più pericolosi di quelli diretti, pur fastidiosi, connessi alla dieta variegata delle blatte comprensiva dei materiali più eterogenei (carta e lana comprese).

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