RICERCA SCIENTIFICA

Un’attività di ricerca su diversi campi per accrescere la capacità insetticida dei prodotti da utilizzare contro gli insetti nocivi e conoscere le abitudini degli insetti.

Registrati nuovi casi di West Nile nel ferrarese e nel mantovano

Salgono a tre i casi di West Nile confermati dalle autorità sanitarie regionali. I contagiati sono due uomini di 72 e 62 anni, residenti nel ferrarese e una donna, residente nel mantovano, di 72 anni. Le condizioni cliniche dei pazienti sono state definite abbastanza gravi, anche se le autorità sanitarie competenti confermano che la situazione è sotto controllo. La regione ha già attivato tutte le misure di sorveglianza e di controllo, previste dal piano regionale predisposto nel 2008, anno in cui in alcune province dell’Emilia Romagna, del Veneto e della Lombardia venne accertata la presenza del virus e tre pazienti, due residenti in provincia di Ferrara e uno in provincia di Bologna, contrassero la febbre del Nilo Occidentale (West Nile). Virus West Nile: modalità di diffusione, contagio, sintomi La fonte di infezione del virus, appartenente alla famiglia Flaviviridae, è rappresentata da numerose specie di uccelli selvatici, principalmente passeriformi e corvidi. Il virus si mantiene nell’ambiente principalmente grazie al passaggio continuo da zanzare a uccelli selvatici, ma accidentalmente può contagiare l’uomo e altri mammiferi, soprattutto equini, se punti da una zanzara infetta. La febbre del Nilo Occidentale non si trasmette per contatto interumano diretto o da cavallo a persona attraverso la puntura di una zanzara infetta. Il periodo di incubazione della malattia varia da 2 a 14 giorni. Generalmente la malattia ha un decorso asintomatico (80% dei casi) o si manifesta con sintomi lievi (febbre, cefalea, dolori muscolari o eruzioni cutanee), che in genere si risolvono spontaneamente nell’arco di una settimana. Solo in rari casi (meno dell’1%) e in soggetti anziani o con deficit immunitario possono insorgere forme più gravi con sintomi di tipo neurologico (encefalite e meningoencefalite). Insetti vettori Le zanzare coinvolte nella trasmissione sono principalmente del genere Culex, tra cui anche la comune Culex pipiens molestus Forskal, ormai perfettamente adattata ai nostri ambienti urbani o come Culex pipiens pipiens L., diffusa prevalentemente nelle aree rurali. Prevenzione e lotta Non esiste un vaccino contro il virus West Nile; l’unico mezzo per evitare di contrarre la malattia consiste nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare, abbinando alla protezione anche misure generiche di prevenzione come l’uso di zanzariere, l’impiego di repellenti cutanei e ambientali, l’utilizzo di indumenti di colore chiaro che coprano buona parte del corpo. È fondamentale coinvolgere i cittadini, informandoli sulle buone regole da adottare per limitare la proliferazione delle zanzare che, come è risaputo, hanno bisogno di acqua per completare il proprio ciclo biologico. È fondamentale perciò non abbandonare all’esterno oggetti e materiali in cui possa raccogliersi l’acqua piovana; prendere l’abitudine di controllare e svuotare regolarmente tutti i contenitori dove è facile che si accumuli dell’acqua; coprire le cisterne e i serbatoi con coperchi a tenuta o zanzariere; introdurre pesci nelle fontane e nelle vasche ornamentali; trattare con appositi larvicidi i pozzetti dei cortili; procedere al lavaggio accurato di tutti i contenitori lasciati all’aperto. Oltre ad evitare che si formino ristagni di acqua, è importante proteggersi sia all’interno sia all’esterno degli ambienti domestici. Adottare queste semplici regole è il primo passo per combattere le zanzare, ma è fondamentale abbinare ad informazione e coinvolgimento attivo della cittadinanza una disinfestazione capillare di tutte le caditoie pubbliche e private, sia mediante prodotti larvicidi biologici a base di Bacillus thuringiensis israelensis, sia attraverso prodotti chimici come il Pyriproxyfen (Sumilarv) che, mimando l’azione dell’ormone giovanile (neotenina), altera la crescita larvale e inibisce la comparsa dell’insetto adulto. Fabbri Elisa

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